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Le Piante


Rosmarinus Officinalis

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Famiglia:  Labiatae

 

Nome scientifico: Rosmarinus officinalis.

 

Nome sardo: Zippiri, zipari, zippari, romasinu, ramasinu, gramasinu..

 

Altri nomi : Ramerino, osmari, tresomarino, Coronarium  

 

Habitat: Il rosmarino è originario dell’area del Mediterraneo, ma può crescere in tutti i climi temperati e caldi, preferibilmente in luoghi assolati e terreni calcarei ben drenati, anche se è molto resistente. Alcune varietà sono diffuse prevalentemente lungo le coste; pare, infatti, che il nome Rosmarino derivi dal latino ros - marinus, che starebbe a significare “rugiada del mare”. Inoltre è  spesso coltivato per bordure e siepi, in orti e giardini.             

     

Descrizione: arbusto sempre verde, cespuglioso, molto aromatico, alto 50- 120 centimetri. Ha foglie opposte, lineari, coriacee, scure sulla parte superiore e chiare su quella inferiore. Fiori che tendono al viola, disposti a spiga nella parte terminale dei rami. Il frutto è costituito da quattro acheni scuri. Componente essenziale della macchia mediterranea si ritrova perlopiù nelle aree di costa, ma è molto diffuso anche nelle zone interne della Sardegna, lontano da ogni forma d’inquinamento. Inoltre, c’è da sottolineare che diversi esami cromatografici dimostrano che la varietà dell’altipiano Sadalese è tra le più ricche di Verbenone.

 

Costituenti principali:  borneolo, acetato di bornile, pinete, canfene, cineolo, linaiolo, terpinene, colina, un saponoide acido, eterosidi e acidi  organici.

 

Proprietà officinali: Quella di rosmarino è un’essenza tipicamente mediterranea e della quale sono fatti usi molti vari. Principalmente le foglie sono usate in cucina per aromatizzare carni e verdure ma, dal punto di vista officinale, l’ uso è forse meno conosciuto. Si ottengono, infatti, infusi per lenire languori e stati depressivi, per alleviare i malesseri dovuti alle febbri influenzali e per calmare i dolori mestruali. Se ne fa un’essenza per le emicranie e le digestioni difficili; si preparano decotti per rinforzare bimbi gracili e anziani spossati. Ancora col decotto di foglie, si combatte la calvizie, rinforza il cuoio capelluto e combatte la forfora. Dal rosmarino si ottengono un olio essenziale ed estratti utilissimi in profumeria e cosmesi, in liquoreria e in farmacia. Per uso interno il rosmarino ha proprietà antispasmodiche e carminative: stimola la diuresi e la sudorazione, fluidifica la secrezione bronchiale, seda le tossi convulse. Per uso esterno è soprattutto un buon antisettico. L’olio essenziale ha ancora localmente proprietà stimolanti e rubefacenti per il trattamento di contusioni, dolori articolari e muscolari, reumatismi e torcicollo. I dentifrici e i collutori al rosmarino rinforzano le gengive.

 

Alimentazione: l'essenza di rosmarino può essere utilizzata per aromatizzare numerosi piatti, in particolar modo i secondi. Un altro buon uso si può fare preparando un olio aromatico utilizzabile per condire carni e altri piatti a piacere: in 1 l d' olio extravergine d'oliva diluite 1 goccia d'essenza di rosmarino. Se vi piace un aroma più intenso potete, eventualmente, aggiungere altre 2 o 3 gocce a vostro gusto. Prima di procedere, tuttavia, è bene cominciare con 1 sola goccia, dato l'alto potere aromatico dell'olio essenziale.

 

L’uso nei secoli: l’uso del rosmarino nelle usanze popolari e religiose sarde ha origini antiche. Già in periodo romano si usava per preparare ghirlande propiziatorie ed erano bruciati i rametti in onore di Afrodite e degli dei che proteggevano la casa. Per la festa di Sant’ Antonio in diversi paesi della Baronia e del Nuorese si accendono dei falò costituiti per gran parte da rosmarino. Una dolcissima leggenda narra che il rosmarino offrì riparo alla Vergine Maria durante la fuga dall’Egitto, e poiché lei vi poggiò sopra il proprio manto, i fiori, originariamente bianchi, divennero azzurri. Gli egizi lo usavano nelle fumigazioni purificatorie rituali. Se ne trovata traccia nelle tombe della prima dinastia. I Greci intrecciavano nei capelli ramoscelli di rosmarino quando preparavano gli esami. Donna Isabella, regina d’Ungheria, lo usava in un’acqua ringiovanente per il corpo. In Francia era bruciato negli ospedali durante le epidemie per le qualità antisettiche, e anche nelle chiese come incenso.  In Gran Bretagna si portava intorno al collo per prevenire i raffreddori, le foglie essiccate erano messe sotto il cuscino per proteggere chi dormiva (specialmente i bambini) dagli incubi.

 Avvertenze: Da  evitare in gravidanza, in soggetti epilettici, o in casi di pressione alta. Non frizionatelo, né massaggiatelo direttamente sulle vene varicose.

 

  

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