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Lavandula  stoechas

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Famiglia: Labiatae

 

Nome scientifico: Lavandula stoechas L.

 

Nome sardo: Lavanda, spicu, spigu.

 

Habitat: E’ diffusa in quasi tutto il bacino mediterraneo, è spontanea in Italia sul versante tirrenico, nei macchieti o nei boschi ariosi e nei terreni silicei.   Oggi, il paese dove la lavanda viene coltivata maggiormente è sicuramente la Francia e, in particolare, la Provenza dove, al tempi della fioritura, si possono ammirare bellissime distese di campi "colorati" di viola.         

 

Descrizione: cespuglio perenne alto sino ad un metro con forte odore aromatico abbastanza piacevole. I rami sono eretti e rigidi. Le foglie sono lunghe poco più di 1 cm, lineari e appaiono di un tenue colore grigio. I fiori sono piccoli e irregolari tenuti in verticilli formanti delle spighe erette sopra il fogliame che rimane compatto alla base. Il colore dei fiori cambia secondo le specie (se ne conoscono in natura almeno 28, tra specie naturali e “cultivar”) ma quelle più conosciute e anche più usate per la bontà dei loro oli essenziali e delle acque aromatiche sono: la L. stoechas L., e la L. angustifolia L.. I frutti sono degli acheni brunastri leggermente iridescenti.                        

 

Diffusione e fenologia: delle due lavande citate, solo la L. stoechas cresce spontanea in Sardegna, Francia dove è abbastanza comune.                                                                                             

 

Periodo di fioritura: fiorisce ad Aprile sino alla tarda Estate secondo l’altitudine.

 

Costituenti principali: eteri di linalile e geranile, geraniolo, lavandulolo, D-a-pinene, terpineolo, ocimene, cariofillene, cumarina, linaiolo, cineolo, 0-borneolo, L-pinene, limonene, eteri butirrico e valerianico.

 

Proprietà medicinali: Si preparano infusi contro il mal di testa, attacchi d’asma, catarro, bronchite, e favorisce un sonno tranquillo. I fiori sono ottimi per ristabilire il funzionamento del cuore e ha un effetto equilibrante sul sistema nervoso centrale, attenua la rabbia e spossatezza, aiuta le persone che soffrono di sbalzi d’umore e volubilità. Gli infusi sono buoni anche per uso esterno contro i parassiti della pelle, l’alopecia e stimola la crescita dei capelli. Infatti per purificare la pelle o in caso di pelle impura potete preparare un tonico con 5O ml di aceto di mele in cui diluirete 10 gocce d'olio essenziale di lavanda; verserete il tutto in altri 50 ml di acqua distillata e poi agiterete bene per favorirne l'ulteriore miscelazione. Ogni giorno passerete sul viso questa lozione purificante. I fiori essiccati possono essere usati anche in suffumigi per curare fastidiose laringiti. Accelera la guarigione di piccole scottature domestiche ed eritemi solari. Infatti in caso di esposizione duratura ai raggi solari, potete utilizzate un gel lenitivo a base di aloe vera e lavanda. Miscelate 10 gocce d'essenza di lavanda in 10 g di gel di aloe vera e poi passatelo sulle zane da trattare. Invece,  in caso di scottature o ustioni di prima grado è bene applicare 1 goccia (o  più a seconda dei casi o dell'estensione) di essenza pura direttamente sulla zona colpita che  rimedierà al danno, favorendo la ricostruzione della pelle e, nella maggioranza dei casi, eviterà il formarsi della tipica bolla d'acqua. Oltre ad avere queste innumerevoli proprietà, aiuta anche a curare ascessi e foruncoli, e ad attenuare micosi, gonfiori, cicatrici e smagliature. E utile nel trattamento d’acne, piede d’atleta, forfora, eczema, psoriasi e attenua i dolori muscolari. .Può abbassare la pressione del sangue, previene le palpitazioni, riduce la ritenzione idrica e attenua il fastidio della cistite. Infine, gli oli essenziali sono particolarmente concentrati nei fiori e sono proprio le spighe fiorite che sono usate, racchiuse in sacchetti di stoffa, per allontanare le tarme dai cassetti e dalla biancheria emanando contemporaneamente un delicato profumo.

 

Alimentazione: l'essenza di lavanda non si utilizza in cucina, tuttavia le bellissime spighe adorne di fiori sono l'ideale per decorare piatti o tavole. L'idea di posizionare sulla tavola dei portafiori con all'interno i fiori di lavanda contribuirà a creare un'atmosfera rilassata e cordiale, grazie al delicato profumo da essi emanato.

 

L’uso nei secoli: nell’Europa del Nord la lavanda era una delle erbe sacre ad Ecate, la dea dell’oltretomba, e si affermava che proteggesse dal malocchio. I Greci la impiegavano per curare i disturbi della gola e della respirazione. Gli antichi Romani la utilizzavano nei bagni comuni per profumare e disinfettare. Un altro uso frequente è quello contro le tarme, gli insetti e i parassiti in genere: un classico sono i sacchetti profumati da collocare in mezzo alla biancheria. Nel secolo XII Iidegarda di Bingen, nel suo erbario, la consigliava per conservare un carattere puro. La lavanda è uno dei profumi e rimedi più antichi e popolari, usata per le sue proprietà calmanti, tonificanti e insetto-repellenti. In epoca elisabettiana le donne cucivano negli abiti dei taschini pieni di lavanda. In alcune parti della Sardegna, pestata fresca in olio d’oliva, era utilizzata anche contro il morso degli insetti. Esistono molte leggende legate a questa pianta, la prima fra tutte è quella sui guantai di Gresse, in Provenza, che si pensava fossero immuni dalla peste perché trattavano e profumavano i loro raffinati pellami con gli oli ricavati dalla lavanda. L’azienda Fragus e Saboris de Sardigna produce, oltre agli oli essenziali, le tavolette di ginepro aromatizzate alla lavanda e altre essenze per aromatizzare gli ambienti e le automobili.

 

  

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